R2 3D Printer - 3DMakerLab

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R2 3D Printer

Come è nato il progetto R2

Quando mi sono regelato una stampante 3d, non sapevo bene cosa fosse, ma l'idea di potermi costruire praticamente qualsiasi cosa mi stuzzicava. Mi sono informato, non molto per la verità, e la scelta è ricaduta su un modello molto diverso dai soliti cubi, la Prusa I3 che poi ho ordinato in Spagna. E' arrivata il giorno della partenza per un finesettimana a Roma, che sarebbe saltato se non fosse per una tappa alla MakerFaire, che mi ha dato modo di vedere la macchina dal vivo. Al rientro un solo pensiero: montarla e stampare.Così è cominciata la passione per la stampa 3D MDF e che da allora occupa docici ore al giorno della mia vita, ogni giorno, finesettimana inclusi.

Già durante il montaggio ma successivamente durante la taratura e l'utilizzo, la

maccchina mi dava motivo di dubitare di alcune soluzioni, e dopo un mesetto di utilizzo, alla comparsa dei primi problemi, ho deciso di porvi rimedio. L'intenzione di base era di correggere il progetto con l'utilizzo di nuove plastiche, senza stravolgerlo e mantenendo la completa compatibilità con la Prusa I3 originale.

Ho cominciato così a ridisegnare con sw CAD le prime plastiche, focalizzandomi sui 3 problemi principali: flessibilità delle guide di scorrimento, flessibilità del frame, scarsa precisione dell'asse z; di correzione in correzione, dopo circa 3 mesi di disegni, test di stampa e assemblaggi, della vecchia I3 era rimasto solo forma, movimentazioni e filosofia di base: ne è scaturita una machina con un look decisamente più accattivante, che integra numerosi accessori, alcuni funzionali, e offre una maggiore area di stampa, meritandosi così un nome suo: R2 ( Rework 2 )

Di seguito mi sono dedicato all'estrusore.

L'estrusore Wade era il progetto che ritenevo migliore, ma nella sua prima versione standard risultava troppo ingombrante e sbilanciato per l'asse x con barre sovrapposte, e il suo successore fatto per la I3 (wade rework) era dedicato al solo hottend J-head e aveva perso alcuni punti di forza del vecchio wade:
l'operazione è stata quella di fusione dei due progetti prendendo gli aspetti migliori dell'uno e dell'altro, ho disegnato dei convogliatori di flusso d'aria e il risultato è un'imponente ma leggero, preciso estrusore che non limita l'area di stampa e che si adatta ad accogliere molti dei principali hotend sul mercato.

Ora il progetto R2 è abbastanza maturo da poterlo serenamente consigliare a tutti quelli che vogliono avvicinarsi alla stampa 3D ma non hanno capacità e conoscenze tecniche avanzate, perchè facile, economico e ben supportato.


 
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